La questione marxiana: il capitale che affama il
lavoro...
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Anno
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2014
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1974
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Pil
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1600
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882
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Capitale
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9600
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2000
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N. di Volte il Pil
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6,0
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2,3
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Reddito da capitale
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384
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80
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% su Pil
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24,0%
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9,1%
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Reddito da lavoro
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1216
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802
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% su Pil
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76,0%
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90,9%
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Valori monetari in euro del 2014
Nel 1974 il reddito da lavoro rappresentava il 90%
del Pil, mentre oggi rappresenta il 76%. In sostanza è diminuito del 16.4%.
Nel frattempo il reddito da capitale è passato dal
9.1% al 24.0% ed è, quindi, aumentato di 2.65 volte.
Nel 1974 la ricchezza dei ricchi era pari a 2.3
volte il Pil... nel 2014 è aumentata a
6.0 volte il Pil.
In definitiva: il potere d'acquisto dei lavoratori,
in questi 40 anni, s'è ridotto del 16.4%... mentre la ricchezza dei
"capitalisti" è aumentata di 2.65 volte...
Sono numeri impressionanti che spiegano perché nel
1974 una famiglia operaia monoreddito poteva mantenere i figli all'Università,
comprare casa e risparmiare ancora qualcosa... mentre oggi sopravvive ai limiti
della povertà...
Se quell'operaio avesse saputo come stavano le cose
già nel 1974... certamente avrebbe indirizzato i suoi figli diversamente...
invece di farli infilare nel tunnel che li ha condotti al precariato e alla
quasi miseria di questi tempi...
Questa, ragazzi, è la regola del mondo capitalista:
se sai ti difendi... e se non sai, perdi.
Tra 40 anni, a meno di una rivoluzione marxiana
(che al momento non si vede), la
situazione sarà come in tabellina sotto...
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Anno
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2054
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2014
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Pil
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2902
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1600
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Capitale
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46090
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9600
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N. di Volte il Pil
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15,9
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6,0
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Reddito da capitale
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1844
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384
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% su Pil
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63,5%
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24,0%
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Reddito da lavoro
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1059
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1216
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% su Pil
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36,5%
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76,0%
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Valori monetari in euro del 2014
I redditi da lavoro scenderanno dal 76.0% al 36.5%
(ovvero il potere d'acquisto dei lavoratori si dimezzerà rispetto a oggi... e
oggi è già da fame), mentre la ricchezza dei ricchi diventerà quasi 16 volte il
Pil...
Ma com'è possibile una tale straordinaria
concentrazione della ricchezza in così poche mani?
... Ce lo spiega il principio di
"accumulazione infinita" di Carlo Marx: infinito (almeno in linea
teorica) era, ai tempi di Marx, il capitale dell'economia D-M-D (capitale che
era, evidentemente, fatto di impianti produttivi) e, quindi, infinita poteva
essere l'accumulazione dei capitalisti.
Oggi è ancora più evidente: il capitale
dell'economia D-D (il denaro) e ancora più illimitato... e, dunque, non c'è
limite all'accumulazione e alla concentrazione della ricchezza in poche mani.
Dal principio di accumulazione infinita, Marx
derivava la sua previsione storica: quando i capitalisti avranno affamato il
lavoro (impossessandosi di gran parte della ricchezza disponibile), i
lavoratori di tutto il mondo si uniranno a faranno la rivoluzione del
proletariato, confiscando il "capitale" ai ricchi capitalisti...
La "profezia" si rivelò solo parzialmente
esatta e la rivoluzione proletaria scoppio solo in Russia... dove c'era un
capitalismo ancora embrionale e non certo predatorio come in Europa
occidentale...
I risultati di quella rivoluzione li abbiamo visti
nel 1989 con la caduta del muro di Berlino: il marxismo (o almeno la sua
applicazione nell'est europeo) ha creato povertà e arretratezza economica e
culturale...
E dunque il capitalismo ha vinto su tutta la linea?
Fin qui senza dubbio, e all'orizzonte non si vede
nulla che possa prenderne il posto. Ecco perché il principio dell'accumulazione infinita, di cui l'ultima tabellina in alto ci fornisce un'istantanea
dal futuro, dovrebbe essere preso molto sul serio.
Alla ricerca di un punto dove, la politica può
invertire le tabelle. Meglio una fine spaventosa o uno spavento senza fine?
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