La
relazione fra capitalismo e capitale umano
Negli
anni 40/50 le informazioni venivano trasferite da grossi computer, c’era una
elite di persone che si occupavano di dialogare con le macchine.
Così,
come adesso le equazioni dell'economia capitalista sono mantenute rigidamente
confinate all'interno di un ristretto numero di addetti ai lavori e tenute
lontane dal grande pubblico, al quale ne è preclusa la conoscenza.
Il
capitalismo è regolato da un certo numero di equazioni che ci consentono di
prevedere, ad esempio, quanto capitale sarà accumulato in futuro e come sarà
distribuita la ricchezza.
Lo
sfruttamento dell'ignoranza di massa a vantaggio dei pochi che sanno. Quella
conoscenza, difatti, sembra costituire il "segreto degli iniziati"
che controllano la ricchezza mondiale e, se fosse diffusa, ne scalfirebbe
grandemente il potere. Come fosse la formula alchemica che trasforma il piombo
in oro.
Vi parlerò
dunque di due formule che sono le formule fondamentali del capitalismo, quelle che
scardinano l'ordinamento gerarchico che vede un'elite di pochi, situata, al
vertice della ricchezza mondiale.
Eccole,
dunque, le formule, le due leggi fondamentali del capitalismo:
C=
s / g CAPITALE :rapporto tra ricchezza accumulata (capitale) e
reddito annuo
Q=
r * C QUOTA: la quota di reddito annuo che va al capitale
(quindi 1-Q è la quota del lavoro)
"s" è il tasso di risparmio
(riferito al reddito),
"g" è il tasso di crescita
dell'economia,
"r" è il tasso di ritorno sul
capitale.
Facciamo
un esempio per rendere chiaro il meccanismo di funzionamento: supponiamo che in
Italia il tasso di risparmio sia del 15% (ovvero il 15% del reddito annuo sia
"messo da parte") e il tasso di crescita dell'economia (del Pil) sia
pari al 5%...
C=
15% / 5%= 3.0
La
ricchezza accumulata (il capitale), quindi, sarà pari a 3.0 volte il reddito
annuo (circa il 90% del Pil).
Quale
sarà, dunque, la quota di reddito che andrà al capitale?
Se
il ritorno sul suddetto capitale è del 5%, allora Q= 5% * 3.0= 15%.
Il
15% del reddito annuo andrà al capitale e l'85% andrà al lavoro.
Adesso
supponiamo che la crescita economica dal 5% di prima cali al 2% (mentre il
tasso di risparmio sia ancora il 15%) e, dunque, C= 15% / 2%= 7.5 (volte il
reddito annuo).
Quale
sarà la quota del reddito annuo spettante al capitale nell'ipotesi di ritorno
pari al 5% (come sopra)?
Q=
5% * 7.5= 37.5%
Il
capitale si appropria del 37.5% del reddito annuo (dal 15% di prima), mentre il
lavoro scende dall'85% al 62.5%.
Avete
capito la situazione?
Per fregare i lavoratori di un
Paese... basta rallentare la crescita economica di quello stesso Paese
Ridurre
la crescita, dunque, è la più potente forme di "aggressione" verso le
aziende o gli Stati concorrenti...
Se
Adolf Hitler l'avesse saputo, non avrebbe armato il più potente esercito della
storia per conquistare l'Europa... gli sarebbe bastato... fare l'euro e
costringere gli altri paesi all'austerità.
Negli
anni 60, l 'Italia
cresceva a un tasso medio del 6.0% e il lavoro si appropriava di quasi il 90%
del reddito nazionale. Negli ultimi venti anni, l'Italia è cresciuta a un tasso
medio dell'1.5% e al lavoro è andato solo il 50% del reddito nazionale...
Vedete
in che maniera è stato scardinato il sistema produttivo italiano... applicando
le semplici equazioni del capitalismo?
Se
i lavoratori italiani avessero conosciuto le equazioni qui esposte, avrebbero
fatto ferro e fuoco nell'accorgersi che la crescita del Paese era frenata
dall'euro... dal divorzio Banca d'Italia - Tesoro italiano...e, in generale, da
tutte le misure di austerità che impedivano al paese di crescere...
Ma
se anche voi aveste conosciuto quelle equazioni... e aveste visto il paese
rallentare (in quanto a crescita economica), avreste immediatamente capito
qual'era la tendenza a lungo termine del reddito da lavoro... e sicuramente
avreste "reagito" prima e avreste puntato più decisamente su una
alternativa al lavoro...
Se
i lavoratori di tutto il mondo sapessero di quelle equazioni... l'elite che
controlla il pianeta avrebbe grossissime difficoltà a mantenere il suo
predominio su tutti gli altri...
Si
capisce perché a scuola ci fanno studiare le equazioni di Newton ma non quelle
del capitalismo?
Quello
che avviene nel mondo non è frutto del caso... La casualità è il nome dato da
chi non sa, agli avvenimenti che non capisce... Dietro quegli stessi
avvenimenti, però, c'è gente che sa... e fa accadere quelle stesse cose che
porteranno grande svantaggio a tutti quegli altri che non sanno...
Oggi
la partita si gioca tutta sulla conoscenza (capitale umano).. mentre ai tempi
di Hitler si ricorreva ai carri armati.
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