sabato 12 luglio 2014

Qual è la dottrina di riferimento del M5S?

Qual è la dottrina di riferimento del M5S?
La più grande e imbattibile virtù del movimento cinque stelle, come organizzazione politica di massa, è, allo stesso tempo, il suo tallone d'Achille.
Nella mia mente è un fatto positivo.
A condizione di sapere come gestire questa delicatissima virtù, molto simile all'erotismo.
Si tratta della totale mancanza di una dottrina di riferimento.

Un qualunque pentastellato, infatti, si sente associato ad altri pentastellati non perché segue alla lettera una filosofia specifica, delle massime fideistiche, un particolare testo, una scuola di pensiero. Si condivide una idea del mondo basata su elementi semplici ed elementari: il rispetto da parte di tutti delle regole di convivenza senza eccezioni, la lotta contro ogni forma di ipocrisia e di doppiogiochismo, la necessità comune di sentire e sapere che la lotta collettiva è basata sull'accettazione del principio base per cui è inderogabile spostare l'immaginario collettivo della nazione da un'idea antica di sudditanza passiva a quella della cittadinanza attiva.
Tutto qui. Il resto, viene di conseguenza.
Poichè è diventato un movimento di massa che ha accolto transfughi, esuli, scontenti e delusi di varia natura -e quindi di origine molto diversa- è pieno di fascisti, comunisti, ferventi cattolici, mangiapreti, credenti, laici, sovranisti anti-europei ed europeisti convinti, verdi, rossi, neri, arancioni. C'è di tutto.
La coesione del movimento ruota intorno alla necessità di comunicare, sia al proprio interno, che al proprio esterno, questa idea movimentista che non poggia su alcuna dottrina e che rende l'organizzazione politica M5s molto dinamica, flessibile, situazionista, esistenzialista, pragmatica. 
Non bisogna dimenticare che l'obiettivo finale consiste nell'evaporare, una volta che la missione storica di rivoluzione culturale della società italiana sarà compiuta e almeno il 51% della popolazione italiana avrà superato il servilismo deferente, la furbizia, il comportamento da pecora anarchica, come dire: l'italianità che più si è evidenziata negli ultimi vent'anni.
Per rifondare un nuovo modello di italianità, più evoluto e più aderente alla realtà dei tempi.

La mancanza di una dottrina è, di per sè, un elemento meraviglioso, libertario.
Ma va sostenuto attraverso un'adeguata comunicazione, sia individuale che personale, sia pubblica che mediatica.
Il M5s, che vanta due campioni professionisti della comunicazione tra i suoi due leader fondatori, ha prodotto, paradossalmente, la peggiore comunicazione politica tra tutte le formazioni in attività. I seguaci del complottismo hanno risposte da vendere.
Poi ci sono i negazionisti, quelli che non se ne accorgono o non lo vogliono vedere.
Poi ci sono i giustificazionisti, coloro che attribuiscono la responsabilità al nemico. Poi ci sono i fideisti, quelli che immaginano (e sperano, come chiunque nutra una fede) che dietro questa catastrofe della comunicazione ci sia un impeccabile quanto ingegnoso piano mediatico di epica portata, talmente meraviglioso e sublime da non poterne comprendere la geniale tessitura. Sono coloro che credono nella dottrina della non-dottrina. Poi ci sono i delusi che non sono stati in grado di de-programmare se stessi dalla loro provenienza: fascisti, comunisti, credenti deferenti, verdi, ecc. Una categoria di persone che ha aderito al movimento sperando in cuor loro (per quelli in buona fede) che il movimento usasse la loro dottrina di provenienza come bandiera. Una volta che si sono resi conto che non era così, protestano indignati perché si sentono ingannati; e questo è un grave errore e un furioso malinteso.
Esistono altre decine di categorie.
Non ho la minima idea di chi sia la colpa, né mi interessa saperlo.
Di certo è un'operazione immane, con gran parte della stampa contro: come camminare sull'orlo di un burrone. E forse è proprio di questo che spesso non si è tenuto conto.
Lì bisogna intervenire, a mio avviso.

E poiché la mancanza di una dottrina è la forza imbattibile del movimento, al posto del testo sacro di riferimento o del dittatore illuminato che sa tutto e detta la linea emettendo ordini e proclami, si deve applicare il concetto di pragmatismo inter-connesso alla efficienza e all'efficacia.
Si dovrebbe seguire quella che io chiamo la via californiana, basata sul principio if it works that means is the right thing, che tradotto significa "se funziona allora vuol dire che è la cosa giusta da fare".
Tra tutte le definizioni date del termine "comunicazione", la migliore in assoluto, davvero inossidabile, secondo me, resta quella fornita nel 1803 da Wolfang Goethe: "Comunicare è Natura, tutti gli animali lo fanno. Saper accogliere ciò che viene comunicato è Cultura: è ciò che differenzia e distingue la bestia dall'essere umano civile". 
Gli eletti in Parlamento hanno fatto finora un eccezionale lavoro. 
Hanno fatto fare all'Italia un salto epocale.
In quanto opposizione hanno prodotto un risultato superiore a quello ottenuto dalla destra e dalla sinistra insieme nei precedenti 25 anni.
Ma pochi se ne sono veramente accorti. Molti sono convinti che non abbiano fatto niente. Perché è questo che dicono i media. Ed è questo che viene recepito da chi ha ormai perso la capacità di elaborare: "saper accogliere ciò che viene comunicato è Cultura"

Poiché siamo un movimento caotico (per fortuna e grazia) dobbiamo aprire un corposo dibattito estivo per riuscire a partorire una nuova modalità comunicativa che consenta un passaggio aggettivale: da Caos Triste a Caos Allegro e Creativo.
Sono fortemente contrario a qualunque ipotesi di indottrinamento, nel tentativo di cercare dei punti di riferimento solidi da imporre come Lex; tutto ciò snaturerebbe il movimento.
I nostri avversari, ovvero coloro che sostengono la oligarchia assolutista del privilegio garantito, hanno la forza del loro ricchissimo strapotere che li rende dei colossi, ma hanno la debolezza tragica dei piedi di argilla: devono rispondere a una dottrina che non può essere messa in discussione.
Chi segue una dottrina parte dal presupposto che può raggiungere l'illuminazione solo e soltanto se applica i codici di quel testo, di quel libro, di solito antichissimi. Ebrei, Cristiani, Mussulmani, Buddisti, Fascisti, Comunisti, Liberisti, seguono tutti una dottrina.
I risultati sono un disastro planetario, lo vediamo in questi giorni.

Essere pentastellati vuol dire avere scelto di essersi sottratti a ogni tipo di dottrina.
L'affermazione affascinante e seduttiva del movimento passa attraverso l'assunzione di questo principio, purché vi sia sufficiente nutrimento pragmatico, così com'è non funziona.
E' una differenza epocale.
Non sarà un libro antico a regalarci l'illuminazione e neppure un certo tipo di esercizio che impone la recitazione maniacale di un mantra a farci aprire la mente.
Ciascuno si illumina per conto proprio.
E' il processo opposto.
E' quello che va seguito nel movimento.
Tiriamo fuori dal cappello creativo della cittadinanza un nuovo sistema di comunicazione interattivo, prendendo atto che quello attuale ha prodotto e sta producendo catastrofici risultati.
Tutto ciò nel nome dell'unico punto di riferimento solido di M5s: efficacia, efficienza, pragmatismo al servizio della cittadinanza.

di Sergio Di Cori Modigliani

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