Quali prospettive per una comunità chiamata comune, regione o associazione di obiettivi?
In base a quali parametri si possono valutare le sue prospettive a lungo termine?
Perché l'Africa, nonostante le sue immense risorse, non riesce a decollare?... Perché il Brasile è un'eterna promessa che non diventa mai una seria potenza economia?... E perché l'Argentina è sempre a un passo dal default?
Tenendo presente che il Pin (Prodotto interno netto) è uguale al Pil meno gli ammortamenti, e il Reddito totale nazionale è uguale al Pin più il reddito maturato all'estero, meno il reddito pagato all'estero...
Il Reddito totale e uguale al Reddito da lavoro, più il Reddito del capitale industriale (composto di capitale tecnico e capitale finanziario) e il Reddito del capitale umano.
In assenza di guerre e di depressioni economiche, il Reddito da capitale si appropria di una quota sempre crescente del Reddito totale a scapito del Reddito da lavoro... conseguentemente, avere una popolazione numerosa e laboriosa non costituisce motivo di successo a lungo termine per un Paese in competizione sul mercato globale...
I motivi di successo sono il capitale industriale e il capitale umano... Gli investimenti produttivi e le maestranze qualificate a cui affidare quegli investimenti...
Se la Nike costruisce un sito produttivo in Brasile e assume 10.000 operai a 150 dollari al mese... questo investimento non migliora di un millimetro le prospettive a lungo termine del Brasile...
Ma se la stessa Nike è "costretta" a fare partnership con dei cinesi per costruire delle fabbriche in Cina e i soci cinesi possono accedere alle tecnologie produttive della Nike... allora la Cina fa una balzo in avanti dal punto di vista del know how: la capacità di produrre con tecnologie moderne...
Questa è stata la grande "genialata" dei cinesi: non hanno consentito a nessuno di andare in Cina da solo... e lo hanno "costretto" a fare società con dei cinesi. Sicché, molto rapidamente, la Cina si è appropriata delle tecnologie occidentali...
Questo, tuttavia, è stato solo un pezzo della "grande strategia cinese", l'altro è stato l'enfasi quasi maniacale sull'istruzione di massa e l'eccellenza delle sue Università...
La Cina ha investito massicciamente sul capitale umano... e così hanno fatto anche l'India, la Corea del Sud e quasi tutti i Paesi di quella parte del mondo.
Negli anni 70' del secolo scorso, le Università italiane erano tra le migliori al mondo (il Politecnico di Torino quello di Milano e la Normale di Pisa erano tra le prime dieci Università europee)... Non ha a caso l'Italia possedeva "brevetti pesanti"... Giulio Natta aveva inventato il Pvc... Adriano Olivetti aveva inventato il primo Pc... e, in generale, l'Industria italiana era leader mondiale in diversi settori di grande sviluppo...
Grandi investimenti industriali resi possibili da una straordinario "capitale umano" che ogni anno usciva dalle scuole italiane. Poi arrivarono le numerose "riforme" della scuola che hanno trasformato molte Università italiane in "fabbriche di semianalfabeti"... e se 40-50 anni fa i laureati italiani erano considerati tra i migliori al mondo, oggi la gran parte dei laureati italiani suscitano imbarazzo a quelli che, ci hanno continuamente a che fare...
Questo Paese ha smesso di investire sul capitale umano e i risultati si vedono: siamo tra gli ultimi al mondo per numero di brevetti.
Il Brasile è nella stessa nostra situazione da sempre: scarsa attenzione al capitale umano e una certa indifferenza verso l'apprendimento delle nuove tecnologie.
In sostanza, ciò che fa ricchezza è l'investimento produttivo supportato da estesa e diffusa conoscenza...
Il capitale umano è la conoscenza è l'oro del 21° secolo... dicono al Mit (Massachusetts institute of technology)... mutuando il motto di Adriano Olivetti che, sulla conoscenza, ci aveva costruito un'azienda leader mondiale.
E, come vedete, arriviamo sempre allo stesso punto: se vuoi "accedere al nuovo benessere mondiale" o hai soldi da investire e far fruttare, oppure devi investire sulla tua conoscenza e cultura...
Quel capitale umano che ci invidia tutto il mondo se, poi è ONESTO, COMPETENTE e TRASPARENTE, ha delle idee fondate sulla SOSTENIBILITA’ ed includa la PARTECIPAZIONE allora, l’Oro del XXI secolo ci arricchirà .
Quando gli alchimisti forgiavano la pietra filosofale intendevano dimostrare che il percorso di conoscenza e cultura è stato completato. Quel capitale umano si è trasformato in Oro.
Con queste premesse, basta scegliere le indicazioni migliori per la propria pietra filosofale, per chiunque, per tutti.
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